AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERA 4 ottobre 2016 

Disposizioni  di  attuazione   della   disciplina   in   materia   di
comunicazione  politica  e  di  parita'  di  accesso  ai   mezzi   di
informazione  relative  alla  campagna  per  il  referendum  popolare
confermativo relativo al testo  della  legge  costituzionale  recante
«Disposizioni per il  superamento  del  bicameralismo  paritario,  la
riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei  costi  di
funzionamento delle  istituzioni,  la  soppressione  del  CNEL  e  la
revisione del Titolo V della Parte II  della  Costituzione»,  indetto
per il giorno 4 dicembre 2016. (Delibera n. 448/16/CONS). (16A07368) 
(GU n.237 del 10-10-2016)

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI

 
                     L'AUTORITA' PER LE GARANZIE 
                         NELLE COMUNICAZIONI 
 
  Nella riunione del Consiglio del 4 ottobre 2016; 
  Vista la  legge  31  luglio  1997,  n.  249,  recante  «Istituzione
dell'Autorita' per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  e  norme  sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»; 
  Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante  «Disposizioni  per
la parita' di accesso ai mezzi di informazione  durante  le  campagne
elettorali e referendarie per la comunicazione politica»; 
  Vista la legge 6 novembre 2003, n. 313, recante  «Disposizioni  per
l'attuazione del principio del pluralismo nella programmazione  delle
emittenti radiofoniche e televisive locali»; 
  Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni  8  aprile  2004,
che emana il Codice di autoregolamentazione ai sensi  della  legge  6
novembre 2003, n. 313; 
  Vista la legge 23 novembre 2012, n. 215, recante «Disposizioni  per
promuovere  il  riequilibrio  delle  rappresentanze  di  genere   nei
consigli e nelle giunte degli enti locali e nei  consigli  regionali.
Disposizioni in materia di pari opportunita' nella composizione delle
commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni»; 
  Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «Testo
unico dei servizi di media audiovisivi  e  radiofonici»,  di  seguito
testo unico; 
  Vista la legge 20 luglio 2004, n. 215, recante «Norme in materia di
risoluzione dei conflitti di interessi»; 
  Vista la delibera n. 256/10/CSP, del 9 dicembre  2010,  recante  il
«Regolamento in materia di pubblicazione e  diffusione  dei  sondaggi
sui mezzi di comunicazione di massa»; 
  Vista  la  legge  25  maggio  1970,  n.  352,  recante  «Norme  sui
referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa  legislativa
del popolo»; 
  Visto il testo della  legge  costituzionale  approvato  in  seconda
votazione a maggioranza assoluta,  ma  inferiore  ai  due  terzi  dei
membri di ciascuna Camera, recante «Disposizioni per  il  superamento
del  bicameralismo   paritario,   la   riduzione   del   numero   dei
parlamentari,  il  contenimento  dei  costi  di  funzionamento  delle
istituzioni, la soppressione del CNEL e la  revisione  del  titolo  V
della  parte  II  della  Costituzione»  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 88 del 15 aprile 2016; 
  Vista l'ordinanza dell'Ufficio centrale  per  il  referendum  della
Corte di cassazione, depositata in data 8 agosto 2016, con  la  quale
e'  stata  dichiarata  conforme  alle  norme  dell'art.   138   della
Costituzione e della legge n. 352 del 1970 la richiesta di referendum
sul testo della citata legge costituzionale; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri del 26  settembre
2016 assunta ai sensi dell'art. 15 della legge n. 352 del 1970; 
  Rilevato che con decreto del Presidente della Repubblica, ai  sensi
dell'art. 15 della legge n. 352 del 1970, e' indetto il referendum su
deliberazione del Consiglio dei ministri, entro sessanta giorni dalla
comunicazione dell'ordinanza che lo ha ammesso; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 settembre 2016,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.  227
del 28 settembre 2016, con il quale e' stato  indetto  il  referendum
popolare confermativo i cui comizi sono convocati  per  il  giorno  4
dicembre 2016; 
  Effettuate le consultazioni con  la  Commissione  parlamentare  per
l'indirizzo generale e  la  vigilanza  dei  servizi  radiotelevisivi,
previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28; 
  Udita la relazione del Presidente; 
 
                              Delibera: 
 
                               Art. 1 
 
                 Finalita' e ambito di applicazione 
 
  1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento, finalizzate  a
dare   concreta    attuazione    ai    principi    del    pluralismo,
dell'imparzialita',  dell'indipendenza,  dell'obiettivita'  e   della
completezza  del  sistema   radiotelevisivo,   nonche'   ai   diritti
riconosciuti ai soggetti politici dagli articoli 4 e 5 della legge 22
febbraio 2000, n. 28, si riferiscono alla consultazione  referendaria
del 4 dicembre 2016 relativa al testo di legge costituzionale recante
«Disposizioni per il  superamento  del  bicameralismo  paritario,  la
riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei  costi  di
funzionamento delle  istituzioni,  la  soppressione  del  CNEL  e  la
revisione del titolo V  della  parte  II  della  Costituzione»  e  si
applicano nei confronti delle emittenti che esercitano l'attivita' di
radiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidiana
e periodica. 
  2. In caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale,
della campagna referendaria di cui alla presente delibera  con  altre
consultazioni elettorali o referendarie, si applicano le disposizioni
di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, relative a ciascun
tipo di consultazione. 
  3. Le disposizioni di cui  al  presente  provvedimento  cessano  di
avere efficacia  alla  mezzanotte  dell'ultimo  giorno  di  votazione
relativo alle consultazioni di cui al comma 1. 
                               Art. 2 
 
                          Soggetti politici 
 
  1. Ai fini del presente provvedimento  si  intendono  per  soggetti
politici: 
  a) i delegati di ciascun quinto dei  componenti  della  Camera  dei
deputati e del Senato della Repubblica firmatari delle  richieste  di
referendum, ai sensi degli articoli 138 della Costituzione e 6  della
legge 25 maggio 1970, n. 352; 
  b) i promotori della raccolta delle firme che  non  siano  delegati
dei  componenti  della  Camera  dei  deputati  e  del  Senato   della
Repubblica ai sensi della lettera a); 
  c) le forze politiche costituenti gruppo  in  almeno  un  ramo  del
Parlamento  nazionale  ovvero  le  forze  politiche,  diverse   dalle
precedenti, che abbiano eletto con proprio  simbolo  un  deputato  al
Parlamento europeo, le quali non abbiano propri rappresentanti tra  i
soggetti di cui alle lettere a) e b); 
  d) le forze politiche, diverse da quelle di cui  alla  lettera  c),
oggettivamente riferibili a una delle minoranze linguistiche indicate
dall'art. 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, e che hanno eletto,
con un proprio  simbolo,  almeno  un  rappresentante  nel  Parlamento
nazionale e che non abbiano propri rappresentanti tra i  soggetti  di
cui alle lettere a), b) e c); 
  e) il gruppo misto della Camera dei deputati e il gruppo misto  del
Senato della Repubblica, i  cui  rispettivi  presidenti  individuano,
d'intesa tra loro, secondo criteri che contemperino  le  esigenze  di
rappresentativita' con quelle di pariteticita',  le  forze  politiche
prive di propri rappresentanti fra i delegati di cui alle lettere  a)
e b) e diverse da quelle di cui alle lettere c) e d), che di volta in
volta rappresentano i due gruppi; 
  f) i comitati, le associazioni e gli altri organismi collettivi  di
rilevanza nazionale, comunque denominati, che non siano riferibili ai
soggetti di cui alle lettere a), b), c), d)  ed  e).  Tali  organismi
devono avere un interesse obiettivo e specifico per i temi propri del
referendum, rilevabile anche sulla  base  dei  rispettivi  statuti  e
delle motivazioni allegate alla richiesta di partecipazione, che deve
altresi' contenere una esplicita indicazione di voto. 
  2. I soggetti di cui al comma 1, lettera f), devono autocertificare
la loro rilevanza nazionale e il loro interesse obiettivo e specifico
sui temi oggetto della richiesta referendaria. Al fine  di  accertare
la ricorrenza di tale requisito, l'Autorita' puo' procedere,  sentita
ove necessario la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e
la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, alla verifica dei soci  e/o
degli iscritti e delle sedi dislocate sul territorio nazionale  sulla
base di criteri di tipo quantitativo e qualitativo, questi ultimi  in
relazione all'interesse specifico e qualificato vantato  rispetto  al
quesito referendario. L'esito dell'accertamento viene  comunicato  al
soggetto interessato entro i cinque  giorni  non  festivi  successivi
alla scadenza del termine di cui al seguente comma 3. 
  3. Gli organismi di cui al  comma  1,  lettera  f),  devono  essere
costituiti entro cinque giorni non festivi successivi  alla  data  di
entrata in vigore  del  presente  provvedimento.  Entro  il  medesimo
termine, i soggetti di cui al comma 1 rendono nota all'Autorita'  per
le garanzie nelle comunicazioni la loro intenzione di partecipare  ai
programmi di comunicazione politica e alla trasmissione dei  messaggi
politici autogestiti, indicando  la  propria  posizione  a  favore  o
contro il quesito referendario. L'Autorita' pubblica sul proprio sito
istituzionale l'elenco dei soggetti di  cui  al  precedente  comma  1
cosi' individuati. 
  4. I soggetti politici di cui al comma 1, lettere  c),  d)  ed  e),
indicano se il loro rappresentante sosterra' la posizione  favorevole
o quella contraria ovvero se sono disponibili a  farsi  rappresentare
di volta in volta da sostenitori di una o dell'altra opzione di voto. 
  5.  La  partecipazione  alle  trasmissioni   dei   soggetti   cosi'
individuati e' soggetta alle modalita' e alle condizioni  di  cui  al
presente provvedimento. 

Titolo II
RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA
Capo I
Disciplina delle trasmissioni delle emittenti nazionali

                               Art. 3 
 
            Riparto degli spazi di comunicazione politica 
 
  1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in  vigore  del
presente  provvedimento  e  la  data  di  chiusura   della   campagna
referendaria,  gli  spazi  che  ciascuna   emittente   televisiva   o
radiofonica nazionale privata dedica alla comunicazione politica  sul
tema referendario nelle forme previste dall'art. 4,  comma  1,  della
legge 22 febbraio 2000, n. 28, sono ripartiti in due parti uguali tra
i soggetti favorevoli e i contrari al quesito referendario. 
  2. In rapporto al numero dei partecipanti e agli spazi disponibili,
il principio delle pari opportunita'  tra  gli  aventi  diritto  puo'
essere realizzato, oltre che nell'ambito della medesima trasmissione,
anche nell'ambito di un ciclo di piu' trasmissioni, purche'  ciascuna
di  queste  abbia  analoghe  opportunita'  di  ascolto.  E'  altresi'
possibile  realizzare   trasmissioni   con   la   partecipazione   di
giornalisti che rivolgono domande ai partecipanti. In ogni  caso,  la
ripartizione degli spazi nelle trasmissioni di comunicazione politica
nei confronti  dei  soggetti  politici  aventi  diritto  deve  essere
effettuata garantendo l'applicazione dei principi  di  equita'  e  di
parita' di trattamento per ogni ciclo  di  due  settimane  e  curando
altresi' un'equilibrata rappresentanza di genere tra le presenze. Ove
possibile, tali  trasmissioni  sono  diffuse  con  modalita'  che  ne
consentano  la  fruizione  anche  ai   non   udenti.   Qualora   alle
trasmissioni di cui al presente articolo prenda  parte  piu'  di  una
persona per ciascuna delle indicazioni di voto,  almeno  una  persona
per ciascuna opzione di voto deve essere scelta tra i soggetti di cui
all'art. 2, comma 1, lettere a) e b). 
  3. L'eventuale rinuncia a partecipare di sostenitori di  una  delle
due  indicazioni  di   voto   non   pregiudica   l'intervento   nelle
trasmissioni degli altri soggetti, ma non determina  un  aumento  del
tempo ad essi spettante.  Nelle  trasmissioni  interessate  e'  fatta
menzione della rinuncia. 
  4. Le trasmissioni di comunicazione politica sono  collocate  dalle
emittenti televisive nazionali in contenitori con cicli a cadenza  di
due settimane all'interno della fascia oraria  compresa  tra  le  ore
7:00  e  le  ore  24:00  e  dalle  emittenti  radiofoniche  nazionali
all'interno della fascia oraria compresa tra le ore  7:00  e  le  ore
1:00 del giorno successivo. 
  5. I calendari delle trasmissioni di cui al presente articolo  sono
tempestivamente  comunicati,  anche   a   mezzo   posta   elettronica
certificata, all'Autorita'.  Le  eventuali  variazioni  dei  predetti
calendari sono comunicate secondo le medesime modalita'. 
  6. Alle trasmissioni  di  comunicazione  politica  sui  temi  della
consultazione referendaria non possono  prendere  parte  persone  che
risultino candidate in concomitanti competizioni elettorali e a  tali
competizioni non e' comunque consentito, nel corso delle trasmissioni
medesime, alcun riferimento. 
  7.  La  responsabilita'  delle  trasmissioni  di  cui  al  presente
articolo deve  essere  ricondotta  a  quella  di  specifiche  testate
giornalistiche registrate ai sensi dell'art. 32-quinquies,  comma  1,
del testo unico. 
  8. Le trasmissioni di cui al presente articolo sono  sospese  dalla
mezzanotte del penultimo giorno precedente il voto. 
                               Art. 4 
 
           Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in  vigore  del
presente  provvedimento  e  quella   di   chiusura   della   campagna
referendaria,  le  emittenti  radiofoniche  e  televisive   nazionali
private possono trasmettere messaggi politici  autogestiti  a  titolo
gratuito per la presentazione non in contraddittorio delle  posizioni
favorevole o contraria al quesito referendario. 
  2. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti  a  titolo
gratuito le emittenti  di  cui  al  comma  1  osservano  le  seguenti
modalita', stabilite sulla base  dei  criteri  fissati  dall'art.  4,
comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28: 
  a) il numero complessivo dei messaggi  e'  ripartito  con  criterio
paritario, anche per  quel  che  concerne  le  fasce  orarie,  fra  i
soggetti politici di cui all'art. 2, tra i favorevoli ed  i  contrari
al quesito referendario; 
  b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e  devono  avere
una durata sufficiente alla motivata  esposizione  di  una  posizione
favorevole o contraria al quesito referendario e comunque compresa, a
scelta del richiedente,  fra  uno  e  tre  minuti  per  le  emittenti
televisive  e  fra  trenta  e  novanta  secondi  per   le   emittenti
radiofoniche; 
  c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'  essere
interrotti, hanno una autonoma collocazione  nella  programmazione  e
sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di  quattro
contenitori per ogni giornata di programmazione. I  contenitori  sono
collocati   uno   per   ciascuna   delle   seguenti   fasce   orarie,
progressivamente a partire dalla  prima:  prima  fascia  18:00-19:59;
seconda fascia 14:00-15:59; terza fascia 22:00-23:59;  quarta  fascia
9:00-10:59. I messaggi trasmessi in ciascun contenitore  sono  almeno
due e sono  comunque  ripartiti  in  misura  uguale  tra  i  soggetti
favorevoli e quelli contrari al quesito  referendario.  A  tal  fine,
qualora il numero dei soggetti che sostengono le due  indicazioni  di
voto  sia  diverso,  l'assegnazione  degli  spazi  ai  soggetti  piu'
numerosi avviene secondo un criterio di rotazione, fermi restando  in
ogni caso  i  limiti  di  cui  alle  successive  lettere  e)  ed  f).
L'eventuale  mancanza  di  messaggi  a  sostegno  di  una  delle  due
indicazioni di voto non pregiudica, in ogni caso, la trasmissione  di
quelli a sostegno  dell'indicazione  opposta,  ma  non  determina  un
aumento degli spazi ad essa spettanti; 
  d) i  messaggi  non  sono  computati  nel  calcolo  dei  limiti  di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge; 
  e) ciascun messaggio  puo'  essere  trasmesso  una  sola  volta  in
ciascun contenitore; 
  f) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggi in
ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente; 
  g) ogni messaggio reca  la  dicitura  «messaggio  autogestito»  con
l'indicazione del soggetto politico committente. 
                               Art. 5 
 
               Comunicazioni delle emittenti nazionali 
                       e dei soggetti politici 
 
  1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore
del presente provvedimento, le emittenti  radiofoniche  e  televisive
nazionali  private  che  intendono  trasmettere   messaggi   politici
autogestiti a titolo gratuito: 
  a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato  da
trasmettere almeno una volta nella fascia di  maggiore  ascolto.  Nel
comunicato l'emittente informa i soggetti politici che presso la  sua
sede e' depositato un documento, che e' reso  disponibile  anche  sul
sito web dell'emittente, recante  l'indicazione  dell'indirizzo,  del
numero telefono e  della  persona  da  contattare  e  concernente  la
trasmissione  dei  messaggi,  il  numero  massimo   dei   contenitori
predisposti, la collocazione nel  palinsesto,  gli  standard  tecnici
richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del  materiale
autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono anche  utilizzare  il
modello MAG/1/RN, reso disponibile nel sito web dell'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it; 
  b)  inviano,  anche  a   mezzo   posta   elettronica   certificata,
all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni il documento di cui
alla lettera a), nonche', possibilmente con almeno cinque  giorni  di
anticipo, ogni variazione successiva del documento stesso concernente
il numero dei contenitori e la loro collocazione  nel  palinsesto.  A
quest'ultimo fine, le emittenti possono anche utilizzare  il  modello
MAG/2/RN, reso disponibile nel sito web dell'Autorita'. 
  2. Entro i cinque giorni successivi alla scadenza  del  termine  di
cui all'art. 2, comma 3 i soggetti politici di cui all'art. 2,  comma
1, che abbiano reso la comunicazione di  cui  al  medesimo  comma  3,
interessati  a  trasmettere  messaggi  autogestiti  comunicano   alle
emittenti  e  alla   stessa   Autorita'   per   le   garanzie   nelle
comunicazioni,  anche  a  mezzo  posta  elettronica  certificata,  le
proprie  richieste,  indicando  il  responsabile  elettorale  per  il
referendum popolare e i relativi recapiti, la durata dei messaggi.  A
tale fine, puo' anche essere utilizzato  il  modello  MAG/3/RN,  reso
disponibile nel sito web dell'Autorita'. 
                               Art. 6 
 
                      Sorteggio e collocazione 
         dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
previsti per il primo giorno avviene con sorteggio  unico  presso  la
sede dell'Autorita', alla presenza di un funzionario della stessa. 
  2. La collocazione nei  contenitori  dei  giorni  successivi  viene
determinata secondo un criterio di rotazione a scalare  di  un  posto
all'interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio
di parita' di presenze all'interno delle  singole  fasce.  Gli  spazi
disponibili in ciascun contenitore sono comunque ripartiti  in  parti
uguali tra  i  soggetti  favorevoli  e  quelli  contrari  al  quesito
referendario. 
                               Art. 7 
 
                      Programmi di informazione 
                 trasmessi sulle emittenti nazionali 
 
  1. Sono programmi di informazione i telegiornali, i giornali radio,
i notiziari e  ogni  altro  programma  di  contenuto  informativo,  a
rilevante   presentazione   giornalistica,    caratterizzato    dalla
correlazione ai temi dell'attualita' e della cronaca. 
  2. Nel periodo di vigenza della presente delibera, tenuto conto del
servizio  di  interesse  generale  dell'attivita'   di   informazione
radiotelevisiva, i notiziari diffusi  dalle  emittenti  televisive  e
radiofoniche nazionali  e  tutti  gli  altri  programmi  a  contenuto
informativo, riconducibili  alla  responsabilita'  di  una  specifica
testata registrata ai sensi di legge, si conformano  con  particolare
rigore ai  criteri  di  tutela  del  pluralismo,  dell'imparzialita',
dell'indipendenza, della obiettivita' e  dell'apertura  alle  diverse
forze politiche, al fine di assicurare all'elettorato la  piu'  ampia
informazione sui temi e sulle modalita' di svolgimento della campagna
referendaria e precisamente: 
  a) quando vengono trattate questioni relative al tema  oggetto  del
referendum le posizioni dei diversi  soggetti  politici  impegnati  a
favore o contro il quesito referendario devono  essere  rappresentate
in modo corretto ed obiettivo, evitando sproporzioni nelle cronache e
nelle riprese degli stessi soggetti. Resta salva per  l'emittente  la
liberta' di  commento  e  critica  che,  in  chiara  distinzione  tra
informazione e  opinione,  salvaguardi  comunque  il  rispetto  delle
persone; 
  b) fatto salvo il criterio di cui alla precedente lettera  a),  nei
programmi di informazione va curata un'adeguata informazione sui temi
oggetto   del   referendum,   assicurando   la   chiarezza    e    la
comprensibilita' dei temi in discussione. Qualora in detti  programmi
assuma carattere rilevante l'esposizione di  opinioni  e  valutazioni
politiche  riconducibili  ai  temi  del  referendum,  dovra'   essere
complessivamente garantita, nel corso della campagna referendaria, la
presenza equilibrata e il contraddittorio tra i soggetti favorevoli o
contrari al quesito referendario. 
  3. Nel periodo  di  cui  al  comma  2,  in  qualunque  trasmissione
radiotelevisiva diversa da quelle di  comunicazione  politica  e  dai
messaggi politici autogestiti, e' vietato  fornire,  anche  in  forma
indiretta, indicazioni o preferenze di voto relative al referendum. 
  4. I direttori dei programmi, registi, conduttori e  ospiti  devono
attenersi ad un comportamento corretto  e  imparziale,  tale  da  non
influenzare, anche in modo surrettizio e allusivo, le  libere  scelte
degli elettori, evitando che si determinino condizioni di vantaggio o
di svantaggio per i favorevoli o contrari al quesito referendario.  I
telegiornali   devono   garantire,   insieme   con   la   completezza
dell'informazione, l'esposizione della pluralita' dei punti di vista.
Fermo il rispetto della liberta' editoriale di  ciascuna  testata,  i
direttori, i conduttori,  i  giornalisti  devono  orientare  la  loro
attivita' al rispetto dell'imparzialita', avendo come unico  criterio
quello di fornire ai cittadini il massimo di informazioni, verificate
e fondate, con il massimo della chiarezza affinche'  gli  utenti  non
siano oggettivamente nella condizione di poter  attribuire  specifici
orientamenti alla testata. 
  5. Il rispetto delle condizioni di cui al presente  articolo  e  il
ripristino di  eventuali  squilibri  accertati  e'  assicurato  anche
d'ufficio dall'Autorita' che persegue le relative violazioni  secondo
quanto previsto dalle norme vigenti. 
                               Art. 8 
 
         Attivita' di monitoraggio e criteri di valutazione 
 
  1.  Ai  fini  di  cui  all'art.  7,  nella  campagna  referendaria,
l'Autorita' effettua la vigilanza sul  rispetto  del  pluralismo  nei
telegiornali diffusi sulle reti televisive  nazionali  attraverso  il
monitoraggio di ciascuna testata. 
  2.  Correttezza,  equilibrio   ed   imparzialita'   devono   essere
assicurati nella diffusione  delle  prese  di  posizione  assunte  da
qualunque  soggetto  in  relazione  al  quesito   referendario.   Nei
notiziari, la presenza di esponenti di partiti e movimenti  politici,
di membri del Governo e comunque di persone chiaramente riconducibili
ad una delle due opzioni di voto deve essere limitata all'esigenza di
assicurare la completezza e l'imparzialita' dell'informazione. 
  3. I direttori responsabili dei notiziari sono tenuti ad  acquisire
ogni settimana dall'Autorita', che ne  assicura  la  trasmissione,  i
dati del monitoraggio del pluralismo relativi alla testata diretta  e
a riequilibrare tempestivamente, e comunque  entro  la  settimana  in
corso,  eventuali  disparita'  di  trattamento   verificatesi   nella
settimana precedente. 
  4. Al fine di accertare il  rispetto  dei  principi  a  tutela  del
pluralismo e, in particolare, della parita'  di  trattamento  tra  le
posizioni favorevoli e contrarie al quesito referendario, l'Autorita'
verifica, ogni quattordici giorni, il tempo di parola  dedicato  alle
posizioni  favorevoli  e  contrarie  al  quesito   referendario   nei
telegiornali diffusi da ciascuna  testata.  L'Autorita'  puo'  tenere
conto, quale criterio sussidiario di valutazione, anche del tempo  di
notizia. 
  5. L'Autorita' effettua le proprie valutazioni anche tenendo  conto
del tempo di argomento complessivamente dedicato al tema referendario
da ciascuna testata. 
  6. Alle medesime scadenze indicate al comma 4 e secondo  le  stesse
modalita', l'Autorita' accerta il rispetto dei principi a tutela  del
pluralismo nei programmi di approfondimento  informativo  diffusi  da
ciascuna testata, tenuto conto del format  e  della  periodicita'  di
ciascun programma. 
  7. Fatte salve le verifiche di cui ai commi 4, 5 e  6,  l'Autorita'
puo' altresi' esaminare, alle medesime scadenze di cui al comma 4, il
tempo di parola complessivamente fruito da ogni soggetto  politico  e
istituzionale nei notiziari diffusi da ciascuna testata  nonche'  nei
programmi  di  approfondimento   informativo,   potendosi   avvalere,
relativamente ai notiziari, quale fattore sussidiario di valutazione,
anche del tempo di notizia fruito da ciascun soggetto. 
  8. Qualora le verifiche effettuate secondo i criteri enunciati  nei
commi 4, 5, 6  e  7  evidenzino  uno  squilibrio  in  violazione  del
principio  della  parita'  di  trattamento,  l'Autorita'   adotta   i
provvedimenti necessari affinche' l'emittente proceda al riequilibrio
sostanziale a  tutela  della  posizione  favorevole  o  contraria  al
quesito che risulti essere stata pretermessa, nei termini  e  con  le
modalita' specificate nel provvedimento medesimo. 
  9. Le  verifiche  di  cui  ai  commi  4,  5  e  6  sono  effettuate
dall'Autorita' con  cadenza  settimanale  a  far  tempo  dalla  terza
settimana che precede il voto. A far tempo da tale settimana, possono
essere effettuate con la medesima cadenza anche le verifiche  di  cui
al comma 7. 
  10. I dati di monitoraggio di cui ai commi  4,  5  e  6  sono  resi
pubblici ogni quattordici giorni  sul  sito  internet  dell'Autorita'
unitamente  alla  metodologia  di  rilevazione  utilizzata.  Con   la
medesima cadenza di cui al comma 4 sono pubblicati altresi' i dati di
monitoraggio relativi ai tempi di cui al comma 7, nei quali non  sono
compresi  i  tempi   che   afferiscono   direttamente   all'argomento
referendario. A far tempo dalla terza settimana che precede il  voto,
le pubblicazioni di cui al presente comma  hanno  luogo  con  cadenza
settimanale. 
                               Art. 9 
 
                Illustrazione delle modalita' di voto 
 
  1. Dalla data di entrata in vigore del  presente  provvedimento  le
emittenti radiofoniche e televisive nazionali private illustrano,  in
modo esaustivo e con linguaggio accessibile a tutti,  i  temi  propri
del quesito referendario,  indicando  le  principali  caratteristiche
dell'elezione referendaria con particolare riferimento alle modalita'
di espressione del voto, ivi comprese le speciali modalita'  di  voto
previste  per  gli  elettori  diversamente  abili  e  per  i   malati
intrasportabili. 

Capo II
Disciplina delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche e televisive locali

                               Art. 10 
 
                 Programmi di comunicazione politica 
 
  1. I programmi di comunicazione politica, come definiti all'art. 2,
comma 1, lettera c), del Codice di  autoregolamentazione  di  cui  al
decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile  2004  dedicati  ai
temi propri del quesito referendario, che le emittenti  televisive  e
radiofoniche locali intendono trasmettere  tra  l'entrata  in  vigore
della presente delibera e la  chiusura  della  campagna  referendaria
devono consentire il contraddittorio tra  le  diverse  intenzioni  di
voto ed una effettiva parita' di condizioni tra i  soggetti  politici
di cui all'art. 2 favorevoli  o  contrari  al  quesito  referendario,
anche con riferimento alle fasce orarie e al tempo  di  trasmissione.
In rapporto al numero dei partecipanti e agli spazi  disponibili,  il
principio delle pari opportunita' tra gli aventi diritto puo'  essere
realizzato, oltre che nell'ambito della medesima trasmissione,  anche
nell'ambito di un ciclo di trasmissioni purche'  ciascuna  di  queste
abbia analoghe opportunita' di ascolto. 
  2. Salvo quanto previsto all'art. 2, comma 4, l'eventuale  rinuncia
a partecipare dei sostenitori di una delle due indicazioni di voto  o
di uno o piu' partecipanti per una delle due indicazioni di voto  non
pregiudica l'intervento nelle trasmissioni degli altri  soggetti,  ma
non determina un aumento del tempo ad essi spettante. In  tali  casi,
nel corso  della  trasmissione  e'  fatta  esplicita  menzione  delle
predette assenze. 
  3. Le trasmissioni di  comunicazione  politica  sono  collocate  in
contenitori con  cicli  a  cadenza  quattordicinale  dalle  emittenti
televisive locali all'interno della fascia oraria compresa tra le ore
7:00 e le ore 24:00 e dalle emittenti radiofoniche locali all'interno
della fascia oraria compresa tra le ore 7:00 e le ore 1:00 del giorno
successivo, in modo  da  garantire  l'applicazione  dei  principi  di
equita' e di parita' di trattamento tra i soggetti di cui all'art.  2
favorevoli o contrari al quesito referendario, nell'ambito di ciascun
periodo  di  due  settimane  di  programmazione.  I  calendari  delle
predette trasmissioni sono  comunicati  almeno  sette  giorni  prima,
anche a mezzo posta elettronica certificata, al  competente  Comitato
regionale per  le  comunicazioni,  che  ne  informa  l'Autorita'.  Le
eventuali variazioni  dei  predetti  calendari  sono  tempestivamente
comunicate al  predetto  organo,  che  ne  informa  l'Autorita'.  Ove
possibile, tali  trasmissioni  sono  diffuse  con  modalita'  che  ne
consentano la fruizione anche ai non udenti. 
  4.  Ai  programmi  di  comunicazione  politica   sui   temi   della
consultazione referendaria di cui all'art. 1, comma 1,  del  presente
provvedimento, non  possono  prendere  parte  persone  che  risultino
candidate  in  concomitanti  competizioni   elettorali   e   a   tali
competizioni non e' comunque  consentito,  nel  corso  dei  programmi
medesimi, alcun riferimento. 
  5. E' possibile realizzare trasmissioni di  comunicazione  politica
anche mediante la partecipazione di giornalisti che rivolgono domande
ai  partecipanti,  assicurando,  comunque,   imparzialita'   e   pari
opportunita' nel confronto tra i soggetti politici. 
  6. Le trasmissioni di cui al presente  articolo  sono  sospese  nei
giorni in cui si svolgono le votazioni e  nel  giorno  immediatamente
precedente. 
                               Art. 11 
 
           Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in  vigore  del
presente  provvedimento  e  quella   di   chiusura   della   campagna
referendaria, le emittenti radiofoniche e televisive  locali  possono
trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo  gratuito  per  la
presentazione non in contraddittorio  delle  posizioni  favorevoli  o
contrarie al quesito referendario. 
  2. Per la trasmissione dei messaggi politici di cui al comma  1  le
emittenti radiofoniche e  televisive  locali  osservano  le  seguenti
modalita', stabilite sulla base  dei  criteri  fissati  dall'art.  4,
comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28: 
  a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito fra  i  soggetti
di cui all'art. 2 avendo cura di assicurare parita' di condizioni tra
i favorevoli ed i contrari, anche con riferimento alle fasce orarie; 
  b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e  devono  avere
una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di
una opinione politica, comunque compresa, a scelta  del  richiedente,
fra uno e tre minuti per le  emittenti  televisive  e  fra  trenta  e
novanta secondi per le emittenti radiofoniche; 
  c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'  essere
interrotti, hanno una autonoma collocazione  nella  programmazione  e
sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di  quattro
contenitori per ogni giornata di programmazione. I  contenitori  sono
collocati   uno   per   ciascuna   delle   seguenti   fasce   orarie,
progressivamente a partire dalla  prima:  prima  fascia  18:00-19:59;
seconda fascia 12:00-14:59; terza fascia 21:00-23:59;  quarta  fascia
7:00-8:59; 
  d) i  messaggi  non  sono  computati  nel  calcolo  dei  limiti  di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge; 
  e) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggi in
ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente; 
  f) ogni  messaggio  per  tutta  la  sua  durata  reca  la  dicitura
«Messaggio referendario  gratuito»  con  l'indicazione  del  soggetto
politico committente. Per le  emittenti  radiofoniche,  il  messaggio
deve essere preceduto da un annuncio in audio del medesimo tenore. 
                               Art. 12 
 
Comunicazioni delle emittenti locali e dei soggetti politici relative
         ai messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore
del presente provvedimento, le emittenti  radiofoniche  e  televisive
locali  che  trasmettono  messaggi  politici  autogestiti  a   titolo
gratuito: 
  a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato  da
trasmettere almeno una volta nella fascia di  maggiore  ascolto.  Nel
comunicato l'emittente locale informa i soggetti politici che  presso
la sua sede, di cui viene indicato l'indirizzo, il numero  telefonico
e la persona da contattare, e' depositato un documento, che  e'  reso
disponibile  anche  sul  sito  web  dell'emittente,  concernente   la
trasmissione  dei  messaggi,  il  numero  massimo   dei   contenitori
predisposti, la collocazione nel  palinsesto,  gli  standard  tecnici
richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del  materiale
autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono  anche  utilizzare  i
modelli MAG/1/RN resi disponibili sul sito web dell'Autorita' per  le
garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it; 
  b)  inviano,  anche  a  mezzo  posta  elettronica  certificata,  al
competente Comitato regionale per le comunicazioni,  che  ne  informa
l'Autorita',  il  documento  di  cui  alla   lettera   a),   nonche',
possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo,  ogni  variazione
apportata successivamente al documento stesso con riguardo al  numero
dei  contenitori  e  alla  loro  collocazione   nel   palinsesto.   A
quest'ultimo fine, le emittenti possono anche  utilizzare  i  modelli
MAG/2/RN resi disponibili sul predetto sito web dell'Autorita'. 
  2. Entro cinque giorni successivi alla scadenza del termine di  cui
all'art. 2, comma 3, i soggetti politici di cui all'art. 2, comma  1,
che abbiano reso  la  comunicazione  di  cui  al  medesimo  comma  3,
interessati a trasmettere messaggi autogestiti  comunicano,  anche  a
mezzo posta elettronica certificata, alle emittenti e  al  competente
Comitato regionale per le comunicazioni, che ne informa  l'Autorita',
le proprie richieste, indicando il  responsabile  elettorale  per  il
referendum popolare e i relativi recapiti, la durata dei messaggi.  A
tale fine, possono anche essere utilizzati i  modelli  MAG/3/RN  resi
disponibili sul sito web dell'Autorita'. 
                               Art. 13 
 
             Rimborso dei messaggi politici autogestiti 
                          a titolo gratuito 
 
  1. Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano di
trasmettere messaggi autogestiti a titolo gratuito e' riconosciuto un
rimborso da parte della Stato  nei  limiti  e  secondo  le  modalita'
previste dall'art. 4, comma 5, della legge 22 febbraio 2000, n. 28. I
competenti Comitati regionali per le comunicazioni provvedono a porre
in essere tutte  le  attivita',  anche  istruttorie,  finalizzate  al
rimborso nel  rispetto  dei  criteri  fissati  dal  citato  comma  5,
informandone l'Autorita'. 
  2. Il rimborso di cui al comma precedente e' erogato per gli  spazi
effettivamente utilizzati e congiuntamente attestati dalla  emittente
radiofonica e televisiva locale e dal soggetto politico. 
  3. A tal fine, le emittenti televisive e  radiofoniche  locali  che
hanno trasmesso messaggi autogestiti a  titolo  gratuito  inviano  al
Comitato regionale per le comunicazioni competente la  documentazione
relativa agli spazi effettivamente utilizzati e attestante, ai  sensi
di  legge,  la  persona   del   rappresentante   elettorale   e   del
rappresentante legale dell'emittente. 
                               Art. 14 
 
                       Sorteggi e collocazione 
         dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
previsti per il primo giorno avviene con sorteggio unico  nella  sede
del Comitato  regionale  per  le  comunicazioni  nella  cui  area  di
competenza ha sede o domicilio eletto l'emittente che trasmettera'  i
messaggi, alla presenza di un funzionario dello stesso.  Il  Comitato
procede  sollecitamente  al  sorteggio  nei   giorni   immediatamente
successivi alla scadenza del termine di cui al  precedente  art.  12,
comma 2. 
  2. La collocazione nei  contenitori  dei  giorni  successivi  viene
determinata, sempre alla presenza di un funzionario del  Comitato  di
cui al comma 1, secondo un criterio di  rotazione  a  scalare  di  un
posto all'interno di ciascun contenitore, in modo  da  rispettare  il
criterio di parita' di presenze all'interno delle singole fasce.  Gli
spazi disponibili in ciascun contenitore sono comunque  ripartiti  in
parti uguali tra i soggetti favorevoli e quelli contrari  al  quesito
referendario. 
                               Art. 15 
 
              Messaggi politici autogestiti a pagamento 
 
  1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in  vigore  del
presente  provvedimento  e  quella   di   chiusura   della   campagna
referendaria, le emittenti radiofoniche e televisive  locali  possono
trasmettere messaggi politici autogestiti a pagamento, come  definiti
all'art. 2, comma 1, lettera d), del Codice  di  autoregolamentazione
di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004. 
  2. Per l'accesso agli spazi relativi ai messaggi politici di cui al
comma  1  le  emittenti  radiofoniche  e  televisive  locali   devono
assicurare  condizioni  economiche  uniformi  a  tutti   i   soggetti
politici. 
  3.  Per  tutto  il  periodo  di  cui  al  comma  1,  le   emittenti
radiofoniche e televisive locali che intendono diffondere i  messaggi
politici  autogestiti  a  pagamento  sono  tenute  a   dare   notizia
dell'offerta dei relativi spazi mediante un  avviso  da  trasmettere,
almeno una volta al giorno, nella fascia oraria di maggiore  ascolto,
per tre giorni consecutivi. 
  4. Nell'avviso di cui  al  comma  3  le  emittenti  radiofoniche  e
televisive locali informano i soggetti politici che presso la propria
sede, della quale viene indicato  l'indirizzo  di  posta  elettronica
certificata o, in mancanza, l'indirizzo fisico, il numero  telefonico
e di fax, e' depositato un documento  consultabile  su  richiesta  da
chiunque ne abbia interesse e reso disponibile, se  possibile,  anche
sul sito web, concernente: 
  a)  le  condizioni  temporali  di  prenotazione  degli  spazi   con
l'indicazione del termine ultimo entro il quale  gli  spazi  medesimi
possono essere prenotati; 
  b) le modalita' di prenotazione degli spazi; 
  c) le tariffe  per  l'accesso  a  tali  spazi  quali  autonomamente
determinate  da  ogni  singola  emittente  radiofonica  e  televisiva
locale; 
  d)  ogni  eventuale  ulteriore  circostanza  od  elemento   tecnico
rilevante per la fruizione degli spazi. 
  5. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale  deve  tenere
conto delle prenotazioni degli spazi da parte dei  soggetti  politici
in base alla loro progressione temporale. 
  6. Ai soggetti politici richiedenti gli spazi per i messaggi di cui
al comma 1 devono essere riconosciute le condizioni di miglior favore
praticate ad uno di essi per gli spazi acquistati. 
  7. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale e'  tenuta  a
praticare, per i messaggi di cui al comma 1, una tariffa massima  non
superiore al 70% del listino di  pubblicita'  tabellare.  I  soggetti
politici  interessati  possono  richiedere  di  verificare  in   modo
documentale i listini tabellari in  relazione  ai  quali  sono  state
determinate le condizioni praticate per l'accesso agli  spazi  per  i
messaggi di cui al comma 1. 
  8. Nel caso di diffusione di spazi per i messaggi di cui al comma 1
differenziati per diverse aree territoriali dovranno essere  indicate
anche le tariffe praticate per ogni area territoriale. 
  9. La prima messa in onda  dell'avviso  di  cui  ai  commi  3  e  4
costituisce condizione essenziale  per  la  diffusione  dei  messaggi
politici autogestiti a pagamento durante il periodo referendario. 
  10. Per le emittenti radiofoniche locali i messaggi di cui al comma
1 devono essere preceduti e seguiti  da  un  annuncio  in  audio  del
seguente  contenuto:  «Messaggio  referendario  a   pagamento»,   con
l'indicazione del soggetto politico committente. 
  11. Per le emittenti televisive locali i messaggi di cui al comma 1
devono recare in sovrimpressione per tutta la loro durata la seguente
dicitura: «Messaggio referendario a pagamento», con l'indicazione del
soggetto politico committente. 
  12. Le emittenti  radiofoniche  e  televisive  locali  non  possono
stipulare contratti per la cessione di  spazi  relativi  ai  messaggi
politici autogestiti a pagamento in periodo referendario in favore di
singoli soggetti per importi superiori  al  75%  di  quelli  previsti
dalla normativa in materia di spese elettorali  ammesse  per  ciascun
soggetto politico. 
                               Art. 16 
 
                    Trasmissioni in contemporanea 
 
  1. Le emittenti radiofoniche e  televisive  locali  che  effettuano
trasmissioni  in  contemporanea   con   una   copertura   complessiva
coincidente con quella  legislativamente  prevista  per  un'emittente
nazionale sono disciplinate dal Codice di autoregolamentazione di cui
al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e dal  capo
I del titolo II del presente provvedimento esclusivamente per le  ore
di trasmissione non in contemporanea. 
                               Art. 17 
 
                      Programmi di informazione 
                  trasmessi sulle emittenti locali 
 
  1. Nei programmi di informazione, come definiti all'art.  2,  comma
1, lettera b), del Codice di autoregolamentazione di cui  al  decreto
del  Ministro  delle  comunicazioni  8  aprile  2004,  le   emittenti
radiofoniche e televisive  locali  devono  garantire  il  pluralismo,
attraverso la parita' di trattamento, l'obiettivita', la correttezza,
la  completezza,  la  lealta',  l'imparzialita',   l'equita'   e   la
pluralita' dei punti di vista. A tal fine,  quando  vengono  trattate
questioni relative  al  tema  oggetto  del  referendum,  deve  essere
assicurato l'equilibrio tra  i  soggetti  favorevoli  o  contrari  al
quesito referendario, secondo  quanto  previsto  dall'art.  11-quater
della  legge  22  febbraio   2000,   n.   28,   e   dal   Codice   di
autoregolamentazione.  Resta  comunque  salva  per   l'emittente   la
liberta' di commento e di critica  che,  in  chiara  distinzione  tra
informazione e  opinione,  salvaguardi  comunque  il  rispetto  delle
persone. 
  2. Le emittenti locali a carattere comunitario di cui all'art.  16,
comma 5, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e all'art.  1,  comma  1,
lettera  f),  della   deliberazione   1°   dicembre   1998,   n.   78
dell'Autorita', come definite all'art. 2, comma 1, lettera aa), n. 3,
del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, possono  esprimere  i
principi di cui sono portatrici, tra quelli indicati da dette norme. 
  3. In qualunque trasmissione radiotelevisiva diversa da  quelle  di
comunicazione  politica  e  dai  messaggi  politici  autogestiti,  e'
vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni  o  preferenze
di voto relative al referendum. I conduttori dei programmi, i registi
e gli ospiti  devono  attenersi  ad  un  comportamento  tale  da  non
influenzare, anche in modo surrettizio ed allusivo, le libere  scelte
dei votanti, evitando che si determinino condizioni di vantaggio o di
svantaggio per i favorevoli o contrari al quesito referendario. 

Capo III
Disposizioni particolari

                               Art. 18 
 
            Circuiti di emittenti radiotelevisive locali 
 
  1.  Ai  fini  del  presente  provvedimento,  le   trasmissioni   in
contemporanea da parte di emittenti locali che  operano  in  circuiti
nazionali comunque denominati sono considerate come  trasmissioni  in
ambito  nazionale.   Analogamente   si   considerano   le   emittenti
autorizzate alla ripetizione dei programmi esteri ai sensi  dell'art.
38 della legge 14 aprile 1975, n. 103. 
  2. Ai fini del presente provvedimento,  il  circuito  nazionale  si
determina con riferimento  all'art.  2,  comma  1,  lettera  u),  del
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. 
  3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo di
trasmissione autonoma, le  disposizioni  previste  per  le  emittenti
locali dal presente provvedimento. 
  4.  Ogni   emittente   risponde   direttamente   delle   violazioni
realizzatesi nell'ambito delle trasmissioni in contemporanea. 
                               Art. 19 
 
                  Conservazione delle registrazioni 
 
  1.  Le  emittenti  radiotelevisive  sono  tenute  a  conservare  le
registrazioni dei programmi  trasmessi  nel  periodo  della  campagna
referendaria per i tre mesi successivi alla conclusione della  stessa
e, comunque,  a  conservare,  sino  alla  conclusione  dell'eventuale
procedimento, le registrazioni dei programmi in  relazione  ai  quali
sia stata notificata contestazione di violazione  delle  disposizioni
della   legge   22   febbraio   2000,   n.   28,   del   Codice    di
autoregolamentazione  di  cui   al   decreto   del   Ministro   delle
comunicazioni  8  aprile  2004,  nonche'  di  quelle  emanate   dalla
Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza  dei
servizi radiotelevisivi e del presente provvedimento. 

Titolo III
STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA

                               Art. 20 
 
Comunicato  preventivo  per  la  diffusione  di   messaggi   politici
                referendari su quotidiani e periodici 
 
  1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore
del presente provvedimento, gli editori di quotidiani e periodici che
intendano diffondere a qualsiasi titolo fino  a  tutto  il  penultimo
giorno prima delle elezioni nelle forme ammesse dall'art. 7, comma 2,
della legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi  politici  relativi  al
referendum sono tenuti a dare notizia dell'offerta dei relativi spazi
attraverso un apposito comunicato  pubblicato  sulla  stessa  testata
interessata alla diffusione di messaggi politici referendari. Per  la
stampa periodica si tiene conto della data di effettiva distribuzione
al pubblico. Ove in ragione della periodicita' della testata non  sia
stato possibile pubblicare  sulla  stessa  nel  termine  predetto  il
comunicato preventivo, la diffusione dei messaggi  non  potra'  avere
inizio che dal numero successivo a quello  recante  la  pubblicazione
del comunicato sulla testata,  salvo  che  il  comunicato  sia  stato
pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di  cui  al  successivo
comma 2,  su  altra  testata,  quotidiana  o  periodica,  di  analoga
diffusione. 
  2. Il comunicato preventivo deve  essere  pubblicato  con  adeguato
rilievo, sia per collocazione, sia per  modalita'  grafiche,  e  deve
precisare le condizioni generali dell'accesso, nonche' l'indirizzo ed
il numero di telefono della redazione della  testata  presso  cui  e'
depositato un documento analitico, del pari reso disponibile sul sito
web, consultabile su richiesta, concernente: 
  a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con puntuale
indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo giorno  di
pubblicazione entro  il  quale  gli  spazi  medesimi  possono  essere
prenotati; 
  b) le tariffe per  l'accesso  a  tali  spazi,  quali  autonomamente
determinate per ogni singola testata, nonche' le eventuali condizioni
di gratuita'; 
  c)  ogni  eventuale  ulteriore  circostanza  od  elemento   tecnico
rilevante per la fruizione degli spazi medesimi,  in  particolare  la
definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni  in  base
alla loro progressione temporale. 
  3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti  gli
spazi per messaggi politici referendari  le  condizioni  di  migliore
favore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato. 
  4. Ogni editore e' tenuto a fare verificare in modo documentale, su
richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni  praticate
per l'accesso agli spazi in questione, nonche' i listini in relazione
ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi. 
  5. La pubblicazione del comunicato preventivo di  cui  al  comma  1
costituisce  condizione  per  la  diffusione  dei  messaggi  politici
referendari durante la consultazione referendaria. In caso di mancato
rispetto del termine stabilito nel comma 1 e  salvo  quanto  previsto
nello stesso comma per  le  testate  periodiche,  la  diffusione  dei
messaggi puo' avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di
pubblicazione del comunicato preventivo. 
                               Art. 21 
 
           Pubblicazione di messaggi politici referendari 
                      su quotidiani e periodici 
 
  1. I messaggi politici referendari di cui all'art. 7 della legge 22
febbraio 2000, n. 28, devono fornire  una  corretta  rappresentazione
del quesito  referendario  ed  essere  riconoscibili  anche  mediante
specifica impaginazione in spazi chiaramente  evidenziati,  e  devono
recare la dicitura «Messaggio  referendario»  con  l'indicazione  del
soggetto politico committente. 
  2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale  diverse  da
quelle elencate al comma 2 dell'art. 7 della legge 22 febbraio  2000,
n. 28. 
                               Art. 22 
 
               Organi ufficiali di stampa dei partiti 
 
  1.  Le  disposizioni  sulla  diffusione,  a  qualsiasi  titolo,  di
messaggi politici relativi al referendum su quotidiani e periodici  e
sull'accesso in condizioni  di  parita'  ai  relativi  spazi  non  si
applicano agli organi ufficiali di stampa  dei  partiti  e  movimenti
politici  e  alle  stampe  dei  soggetti  politici   interessati   al
referendum di cui all'art. 2, comma 1. 
  2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il
giornale quotidiano o periodico che risulti registrato come  tale  ai
sensi dell'art. 5 della legge 8 febbraio  1948,  n.  47,  ovvero  che
rechi indicazione in tale senso nella  testata,  ovvero  che  risulti
indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o
del movimento politico. 
  3.  I  partiti,  i  movimenti  politici  e  i   soggetti   politici
interessati al referendum sono tenuti  a  fornire  con  tempestivita'
all'Autorita' ogni indicazione necessaria a  qualificare  gli  organi
ufficiali di stampa dei partiti e dei movimenti politici, nonche'  le
stampe di soggetti politici interessati al referendum. 

Titolo IV
SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI

                               Art. 23 
 
                   Sondaggi politici ed elettorali 
 
  1. Nel periodo disciplinato dalla presente delibera, fermo restando
quanto previsto dagli articoli 8 e 10 della legge 22  febbraio  2000,
n. 28, ai sondaggi riferiti al quesito  referendario  si  applica  il
regolamento in materia di pubblicazione e diffusione di sondaggi  sui
mezzi di comunicazione di massa di cui alla  delibera  n.  256/10/CSP
del 9 dicembre 2010. 
  2. In particolare, nei quindici giorni precedenti la data del voto,
secondo quanto previsto dall'art. 8, comma 1, della legge 22 febbraio
2000, n. 28, e' vietato rendere  pubblici  o  comunque  diffondere  i
risultati  di  sondaggi  demoscopici  sull'esito  del  referendum   o
comunque relativi al quesito referendario. Tale  divieto  si  estende
anche  alle  manifestazioni  di  opinione  che,  per   modalita'   di
diffusione, possono comunque influenzare l'elettorato. 

Titolo V
VIGILANZA E SANZIONI

                               Art. 24 
 
         Compiti dei Comitati regionali per le comunicazioni 
 
  1. I Comitati regionali per le comunicazioni assolvono, nell'ambito
territoriale di rispettiva competenza, oltre a  quelli  previsti  nel
capo II del titolo II del presente provvedimento, i seguenti compiti: 
  a)  vigilanza  sulla  corretta  e   uniforme   applicazione   della
legislazione vigente, del Codice di autoregolamentazione  di  cui  al
decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e del presente
provvedimento  da  parte  delle  emittenti  locali,   nonche'   delle
disposizioni dettate per  la  concessionaria  del  servizio  pubblico
generale   radiotelevisivo   dalla   Commissione   parlamentare   per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi  radiotelevisivi  per
quanto concerne le trasmissioni a carattere regionale; 
  b) accertamento delle eventuali  violazioni,  ivi  comprese  quelle
relative all'art. 9  della  legge  n.  28  del  2000  in  materia  di
comunicazione istituzionale e obblighi di informazione,  trasmissione
dei relativi atti  e  degli  eventuali  supporti  e  formulazione,  a
conclusione    dell'istruttoria     sommaria,     comprensiva     del
contraddittorio,  delle  conseguenti   proposte   all'Autorita'   per
l'adozione dei provvedimenti di  sua  competenza,  nel  rispetto  dei
termini procedimentali di cui all'art. 10 della citata  legge  n.  28
del 2000. 
                               Art. 25 
 
                      Procedimenti sanzionatori 
 
  1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22  febbraio  2000,
n. 28, e del Codice di autoregolamentazione di  cui  al  decreto  del
Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonche' di quelle emanate
dalla  Commissione  parlamentare  per  l'indirizzo  generale   e   la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi e  di  quelle  dettate  con  il
presente provvedimento sono perseguite d'ufficio  dall'Autorita'  per
le  garanzie  nelle  comunicazioni,   al   fine   dell'adozione   dei
provvedimenti previsti dagli articoli 10 e 11-quinquies  della  legge
n. 28/2000.  Ciascun  soggetto  politico  interessato  puo'  comunque
denunciare tali violazioni  entro  il  termine  perentorio  di  dieci
giorni dal fatto. 
  2. Il Consiglio nazionale  degli  utenti  presso  l'Autorita'  puo'
denunciare, secondo quanto previsto dall'art. 11-quinquies, comma  2,
della legge 22 febbraio 2000,  n.  28,  comportamenti  in  violazione
delle disposizioni di cui al capo II della medesima legge, di  quelle
contenute nel Codice di autoregolamentazione di cui  al  decreto  del
Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonche' di quelle  recate
dal presente provvedimento. 
  3.   La   denuncia   delle   violazioni   deve   essere    inviata,
preferibilmente a mezzo posta elettronica certificata, all'Autorita',
all'emittente  privata  o  all'editore  presso  cui  e'  avvenuta  la
violazione, al competente Comitato regionale per le comunicazioni, al
gruppo della Guardia di finanza  nella  cui  competenza  territoriale
rientra il  domicilio  dell'emittente  o  dell'editore.  Il  predetto
gruppo della Guardia di finanza provvede, ove necessario,  al  ritiro
delle registrazioni interessate dalla comunicazione dell'Autorita'  o
dalla denuncia entro le successive dodici ore. 
  4. La denuncia indirizzata all'Autorita'  e'  procedibile  solo  se
sottoscritta  in  maniera   leggibile   e   se   accompagnata   dalla
documentazione comprovante l'avvenuto invio della  denuncia  medesima
anche agli altri destinatari indicati dal comma 3. 
  5. La denuncia contiene, a pena di inammissibilita',  l'indicazione
dell'emittente  e  della  trasmissione,  ovvero  dell'editore  e  del
giornale o periodico, cui  sono  riferibili  le  presunte  violazioni
segnalate,  completa,  rispettivamente,  di  data  e   orario   della
trasmissione, ovvero di data ed edizione,  nonche'  di  una  motivata
argomentazione. 
  6. Qualora la denuncia  non  contenga  gli  elementi  previsti  dai
precedenti commi 4 e 5, l'Autorita', nell'esercizio dei  suoi  poteri
d'ufficio, puo' comunque avviare l'istruttoria qualora sulla base  di
un esame sommario della documentazione ricevuta sembri ricorrere  una
possibile violazione. L'Autorita' esamina in ogni caso con  priorita'
le denunce immediatamente procedibili. 
  7. L'Autorita' provvede direttamente alle istruttorie  sommarie  di
cui al  comma  1  riguardanti  emittenti  radiofoniche  e  televisive
nazionali ed editori di giornali e periodici a diffusione  nazionale,
mediante le proprie strutture, che possono avvalersi,  a  tale  fine,
del  Nucleo  speciale  della  Guardia  di  finanza  istituito  presso
l'Autorita' stessa. L'Autorita' adotta i propri  provvedimenti  entro
le quarantotto ore successive  all'accertamento  della  violazione  o
alla denuncia, fatta salva l'ipotesi dell'adeguamento spontaneo  agli
obblighi di  legge  da  parte  delle  emittenti  televisive  e  degli
editori, con contestuale informativa all'Autorita'. 
  8.  I  procedimenti  riguardanti  le   emittenti   radiofoniche   e
televisive locali sono istruiti dai competenti Comitati regionali per
le comunicazioni che formulano  le  relative  proposte  all'Autorita'
secondo quanto previsto al successivo comma 10. 
  9. Il gruppo della Guardia di finanza  competente  per  territorio,
ricevuta la denuncia della violazione delle disposizioni  di  cui  al
comma 1 da parte di emittenti radiotelevisive locali, provvede  entro
le dodici ore successive all'acquisizione delle registrazioni e  alla
trasmissione delle stesse agli uffici del competente Comitato di  cui
al comma 8, dandone immediato avviso all'Autorita'. 
  10. Il Comitato di cui  al  comma  8  procede  ad  una  istruttoria
sommaria e instaura il contraddittorio con  gli  interessati:  a  tal
fine contesta i fatti, anche a mezzo posta  elettronica  certificata,
sente gli interessati  ed  acquisisce  le  eventuali  controdeduzioni
nelle ventiquattro ore successive alla contestazione.  Qualora,  allo
scadere dello stesso termine, non si sia pervenuti ad un adeguamento,
anche in via compositiva, agli obblighi di legge, lo stesso  Comitato
trasmette atti  e  supporti  acquisiti,  ivi  incluso  uno  specifico
verbale di accertamento, redatto, ove necessario, in cooperazione con
il competente gruppo della  Guardia  di  finanza,  all'Autorita'  che
provvede, in  deroga  ai  termini  e  alle  modalita'  procedimentali
previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, entro  le  quarantotto
ore successive  all'accertamento  della  violazione,  decorrenti  dal
ricevimento degli stessi atti e supporti da  parte  della  competente
struttura. 
  11.  In  ogni  caso,  il  Comitato  di  cui  al  comma  8   segnala
tempestivamente all'Autorita' le attivita' svolte e la sussistenza di
episodi rilevanti o ripetuti  di  mancata  attuazione  della  vigente
normativa. 
  12. Gli  Ispettorati  territoriali  del  Ministero  dello  sviluppo
economico  collaborano,  a  richiesta,  con  il  competente  Comitato
regionale per le comunicazioni. 
  13. Le emittenti radiofoniche e televisive private e gli editori di
stampa  sono  tenuti  al  rispetto  delle  disposizioni  dettate  dal
presente   provvedimento,   adeguando   la   propria   attivita'   di
programmazione e pubblicazione, nonche' i conseguenti comportamenti. 
  14. L'Autorita' verifica l'ottemperanza ai propri provvedimenti  ai
fini previsti dall'art. 1, comma 31 e 32, della legge 31 luglio 1997,
n. 249, e dall'art. 11-quinquies, comma 3, della  legge  22  febbraio
2000, n.  28.  Accerta,  altresi',  l'attuazione  delle  disposizioni
emanate dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e  la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi anche per le finalita'  di  cui
all'art. 1, comma 6, lettera c), n. 10, della legge 31  luglio  1997,
n. 249. 
  15. Nell'ipotesi in cui il  provvedimento  dell'Autorita'  contenga
una misura ripristinatoria della  parita'  di  accesso  ai  mezzi  di
informazione, come individuata dall'art. 10 della legge  22  febbraio
2000, n. 28, le emittenti radiofoniche e televisive o gli editori  di
stampa quotidiana o periodica sono tenuti ad  adempiere  nella  prima
trasmissione o pubblicazione utile e, comunque, nel termine  indicato
nel provvedimento medesimo, decorrente dalla notifica dello stesso. 
  16.  L'irrogazione  delle  sanzioni  amministrative  pecuniarie  in
applicazione delle disposizioni dettate con il presente provvedimento
non  e'  evitabile  con  il  pagamento  in  misura  ridotta  previsto
dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 
  17.   Nell'ipotesi   di   accertamento   delle   violazioni   delle
disposizioni recate dalla legge 22 febbraio  2000,  n.  28,  e  dalla
legge 31 luglio 1997, n. 249, da parte di imprese  che  agiscono  nei
settori del sistema integrato delle comunicazioni di cui all'art.  2,
comma 1, lettera s), del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.  177,
e che fanno capo ai titolari di cariche di governo o ai  soggetti  di
cui all'art. 7, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n.  215,  ovvero
sono  sottoposte  al  controllo  dei  medesimi,  l'Autorita'  procede
all'esercizio della competenza attribuitale  dalla  legge  20  luglio
2004, n. 215, in materia di risoluzione dei conflitti di interesse. 
  La presente delibera e' pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana ed e' altresi'  resa  disponibile  nel  sito  web
dell'Autorita' all'indirizzo www.agcom.it. 
  La  presente  delibera  entra  in  vigore  il  giorno   della   sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 
    Roma, 4 ottobre 2016 
 
                                               Il presidente: Cardani 
Il Segretario: Capecchi