COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INDIRIZZO GENERALE E LA VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI

PROVVEDIMENTO 11 ottobre 2016 

Disposizioni in materia di comunicazione politica, tribune,  messaggi
autogestiti e informazione della societa' concessionaria del servizio
pubblico radiofonico, televisivo e  multimediale  in  relazione  alla
campagna per il  referendum  popolare  confermativo  indetto  per  il
giorno 4 dicembre 2016. (Documento n. 10). (16A07506) 
(GU n.240 del 13-10-2016)
 
LA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INDIRIZZO GENERALE E  LA  VIGILANZA
                     DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI 
 
  Premesso che con decreto del Presidente della Repubblica in data 27
settembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica
italiana n. 227 del 28 settembre 2016, e' stato indetto per il giorno
4 dicembre 2016  un  referendum  popolare  confermativo  della  legge
costituzionale  concernente  «Disposizioni  per  il  superamento  del
bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il
contenimento  dei  costi  di  funzionamento  delle  istituzioni,   la
soppressione del CNEL e la revisione del  titolo  V  della  parte  II
della Costituzione»  approvata  dal  Parlamento  e  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016; 
  Visti quanto alla potesta' di rivolgere indirizzi generali alla Rai
e di disciplinare direttamente le «Tribune», gli articoli 1 e 4 della
legge 14 aprile 1975, n. 103; 
  Vista quanto alla potesta' di dettare prescrizioni atte a garantire
l'accesso  alla  programmazione  radiotelevisiva,  in  condizioni  di
parita', la legge  22  febbraio  2000,  n.  28,  in  particolare  gli
articoli 2, 3, 4 e 5; 
  Visti  quanto  alla  tutela  del  pluralismo,   dell'imparzialita',
dell'indipendenza, dell'obiettivita'  e  dell'apertura  alle  diverse
forze politiche nel  sistema  radiotelevisivo,  nonche'  alla  tutela
delle pari opportunita' tra uomini e donne, l'art. 3 del testo  unico
dei servizi di media televisivi e radiofonici, approvato con  decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177, nonche'  gli  atti  di  indirizzo
approvati dalla Commissione, in particolare, il 13 febbraio e  il  30
luglio 1997, nonche' l'11 marzo 2003; 
  Vista la legge 25 maggio 1970, n. 352, recante norme sui referendum
previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa legislativa del popolo; 
  Considerata   l'opportunita'   che   la   concessionaria   pubblica
garantisca il massimo di informazione e  di  conoscenza  sul  quesito
referendario, anche nelle trasmissioni che non rientrano  nei  generi
della comunicazione e dei messaggi politici; 
  Consultata l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi
della legge 22 febbraio 2000, n. 28; 
  Considerata  la  prassi  pregressa  e  i  precedenti   di   proprie
deliberazioni riferite alla disciplina di analoghi  periodi,  nonche'
l'esperienza applicativa di tali disposizioni; 
 
                               Dispone 
 
nei  confronti  della   Rai   Radiotelevisione   italiana,   societa'
concessionaria  del  servizio  pubblico  radiofonico,  televisivo   e
multimediale, come di seguito: 
                               Art. 1 
 
            Ambito di applicazione e disposizioni comuni 
                       a tutte le trasmissioni 
 
  1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento si  riferiscono
alla consultazione referendaria del 4 dicembre 2016 in premessa e  si
applicano su tutto il  territorio  nazionale.  Ove  non  diversamente
previsto, esse hanno effetto dal giorno successivo alla pubblicazione
del  presente  provvedimento  nella  Gazzetta  Ufficiale  sino   alla
mezzanotte del 4 dicembre 2016. 
  2.  Considerata  la  particolare  importanza  della   consultazione
referendaria del 4 dicembre 2016,  avente  ad  oggetto  la  legge  di
revisione dell'ordinamento della Repubblica approvata  dalle  Camere,
ai sensi dell'art.  138  della  Costituzione,  il  servizio  pubblico
radiofonico,  televisivo   e   multimediale   fornisce   la   massima
informazione  possibile,  conformandosi  con  particolare  rigore  ai
criteri  di  tutela  del  pluralismo,  imparzialita',   indipendenza,
parita' di  trattamento  tra  diversi  soggetti  politici  e  opposte
indicazioni di voto, sui temi oggetto  del  referendum,  al  fine  di
consentire al maggior numero di ascoltatori di  averne  una  adeguata
conoscenza. 
  3. In tutte le trasmissioni che,  ai  sensi  e  con  i  limiti  del
presente  provvedimento,  operano  riferimenti  ai  temi  propri  del
referendum, gli spazi sono ripartiti  in  due  parti  uguali  fra  le
opposte indicazioni di voto, ovvero fra i favorevoli e i contrari  al
quesito. 
                               Art. 2 
 
                 Tipologia della programmazione Rai 
                  durante la campagna referendaria 
 
  1.  Nel  periodo  di  vigenza   del   presente   provvedimento   la
programmazione  radiotelevisiva  della  Rai   in   riferimento   alla
consultazione   referendaria   del   4   dicembre   2016   ha   luogo
esclusivamente tramite: 
    a)  la  comunicazione  politica  effettuata  mediante  forme   di
contraddittorio,  interviste,  confronti  e   tribune   referendarie,
previste dagli articoli  5  e  6  della  presente  delibera,  nonche'
eventuali   ulteriori   trasmissioni   televisive   e    radiofoniche
autonomamente  disposte  dalla  Rai.  Queste  devono  svolgersi   nel
rispetto delle condizioni di cui all'art. 1, comma 2, tra i  soggetti
aventi diritto ai sensi del successivo art. 3; 
    b) messaggi politici autogestiti  relativi  ai  temi  propri  del
referendum, ai sensi dell'art. 7; 
    c) l'informazione, assicurata, secondo i principi di cui all'art.
5 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 e  con  le  modalita'  previste
dall'art. 8 della  presente  delibera,  mediante  i  telegiornali,  i
giornali radio, i notiziari, i programmi di  approfondimento  e  ogni
altro programma di contenuto informativo. Questi ultimi,  qualora  si
riferiscano specificamente ai  temi  propri  del  referendum,  devono
essere  ricondotti  alla  responsabilita'   di   specifiche   testate
giornalistiche registrate ai sensi dell'art. 32-quinquies,  comma  1,
del decreto legislativo 31 luglio  2005,  n.  177  (testo  unico  dei
servizi di media audiovisivi  e  radiofonici),  come  modificato  dal
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44; 
    d)  le  ulteriori   trasmissioni   di   comunicazione   politica,
eventualmente  disposte  dalla  Rai,  diverse   dalle   tribune,   si
conformano alle disposizioni di cui al presente articolo,  in  quanto
applicabili. 
  2. In tutte le altre trasmissioni, ad eccezione di  quelle  di  cui
all'art. 8, non possono aver luogo riferimenti specifici  al  quesito
referendario, non  e'  ammessa,  a  nessun  titolo,  la  presenza  di
esponenti politici, e non possono  essere  trattati  temi  di  chiara
rilevanza politica e referendaria ovvero  che  riguardino  vicende  o
fatti personali di personaggi politici. 
                               Art. 3 
 
               Soggetti legittimati alle trasmissioni 
 
  1. Alle trasmissioni che trattano  i  temi  propri  del  referendum
possono prendere parte: 
    a) il Comitato promotore, ai sensi dell'art. 138, secondo  comma,
della Costituzione della richiesta referendaria; 
    b) i delegati di ciascun quinto dei componenti della  Camera  dei
deputati e del Senato della Repubblica firmatari delle  richieste  di
referendum, ai sensi degli articoli 138 della Costituzione e 6  della
legge  25  maggio  1970,  n.  352.  La   loro   partecipazione   alle
trasmissioni e' soggetta alle modalita' e alle condizioni di  cui  al
presente provvedimento; 
    c) le forze politiche che costituiscano gruppo in almeno un  ramo
del Parlamento  nazionale  ovvero  che  abbiano  eletto  con  proprio
simbolo un deputato al Parlamento  europeo.  La  loro  partecipazione
alle trasmissioni e' soggetta alle modalita' e alle condizioni di cui
al presente provvedimento; 
    d) le forze politiche, diverse da quelle di cui alla lettera  c),
oggettivamente riferibili a una delle minoranze linguistiche indicate
dall'art. 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, e che hanno eletto,
con un proprio  simbolo,  almeno  un  rappresentante  nel  Parlamento
nazionale. La loro partecipazione alle trasmissioni e' soggetta  alle
modalita' e alle condizioni di cui al presente provvedimento; 
    e) il gruppo misto della Camera dei deputati e  il  gruppo  misto
del Senato della Repubblica, i cui rispettivi presidenti individuano,
d'intesa fra loro, secondo criteri che contemperino  le  esigenze  di
rappresentativita' con quelle di pariteticita',  le  forze  politiche
diverse da quelle di cui alle lettere c) e d), che di volta in  volta
rappresenteranno  i  due  gruppi.   La   loro   partecipazione   alle
trasmissioni e' soggetta alle modalita' e alle condizioni di  cui  al
presente provvedimento; 
    f) i comitati, le associazioni e gli altri organismi  collettivi,
comunque denominati, rappresentativi di forze sociali e politiche  di
rilevanza nazionale, diverse da quelle riferibili ai soggetti di  cui
alle lettere precedenti. Tali organismi  devono  avere  un  interesse
obiettivo e specifico sui  temi  propri  del  referendum,  rilevabile
anche sulla base dei rispettivi statuti e delle motivazioni  allegate
alla richiesta di partecipazione, che  deve  altresi'  contenere  una
esplicita  indicazione  di  voto.   La   loro   partecipazione   alle
trasmissioni e' soggetta alle  condizioni  e  ai  limiti  di  cui  al
presente provvedimento. 
  2. I soggetti di cui al comma 1, lettere b), c), d) ed e)  chiedono
alla Commissione, entro i dieci giorni successivi alla  pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del presente provvedimento,  di  partecipare
alle trasmissioni, indicando se il loro rappresentante  sosterra'  la
posizione favorevole o quella  contraria  sul  quesito  referendario,
ovvero se sono disponibili a farsi rappresentare di volta in volta da
sostenitori di entrambe le opzioni di voto. 
  3. I soggetti di  cui  al  comma  1,  lettera  f),  devono  essersi
costituiti come organismi collettivi entro cinque  giorni  successivi
alla data di pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  del  presente
provvedimento. Entro i cinque giorni successivi  essi  chiedono  alla
Commissione  di  partecipare  alle  trasmissioni,  indicando  se   si
dichiareranno favorevoli o contrari al quesito referendario. 
  4. La rilevanza nazionale dei soggetti di cui al comma  1,  lettera
f), il loro interesse obiettivo e specifico  ai  temi  oggetto  della
richiesta referendaria, nonche' la sussistenza delle altre condizioni
indicate  dal  presente  articolo  sono  valutati  dalla  Commissione
secondo la procedura di cui all'art. 11, comma  2.  La  comunicazione
degli  esiti  delle  valutazioni  avviene   per   posta   elettronica
certificata. 
                               Art. 4 
 
               Illustrazione del quesito referendario 
                   e delle modalita' di votazione 
 
  1.  La  Rai  cura  l'illustrazione  dei  temi  propri  del  quesito
referendario in modo esaustivo, plurale, imparziale e con  linguaggio
accessibile a tutti, tenuto conto dell'art. 17, comma 2, del  vigente
Contratto di servizio. Informa altresi'  sulla  data  e  sugli  orari
della  consultazione  nonche'  sulle  modalita'  di  votazione,   ivi
comprese le speciali modalita' di voto previste per gli elettori  che
non hanno accesso ai seggi elettorali;  i  programmi  sono  trasmessi
sottotitolati e nella lingua dei segni,  fruibile  alle  persone  non
udenti, e sono organizzati in modo da evitare confusione  con  quelli
riferiti ad altre elezioni. 
  2.  I  programmi  di  cui  al  presente  articolo,  realizzati  con
caratteristiche di spot autonomo, sono  trasmessi  alla  Commissione,
che li valuta con le modalita' di cui all'art. 11, comma 2. 
                               Art. 5 
 
                 Tribune referendarie e trasmissioni 
                      di comunicazione politica 
 
  1. La direzione di Rai Parlamento, a partire dal  ventesimo  giorno
successivo  alla  pubblicazione  del  presente  provvedimento   nella
Gazzetta Ufficiale, predispone e trasmette in rete  nazionale  uno  o
piu'  cicli  di  tribune  riservate  ai  temi  propri   del   quesito
referendario,   televisive   e   radiofoniche,    privilegiando    il
contraddittorio  tra  le  diverse  intenzioni  di  voto,  alle  quali
prendono parte: 
    a) il Comitato promotore di cui all'art. 3, comma 1, lettera a); 
    b) i delegati di cui all'art. 3, comma 1, lettera b) in  modo  da
garantire la parita' di condizioni  e  in  rapporto  all'esigenza  di
ripartire gli spazi in due parti uguali fra le opposte indicazioni di
voto; la loro partecipazione non puo' aver luogo se non dopo che essi
abbiano  dichiarato   la   loro   posizione   rispetto   al   quesito
referendario; 
    c) le forze politiche di cui all'art. 3, comma 1, lettere c),  d)
ed e) in modo da garantire la parita' di  condizioni  e  in  rapporto
all'esigenza di ripartire gli  spazi  in  due  parti  uguali  fra  le
opposte indicazioni di voto; la loro  partecipazione  non  puo'  aver
luogo se non dopo che  esse  abbiano  dichiarato  la  loro  posizione
rispetto al quesito referendario; 
    d) i soggetti di cui all'art. 3, comma  1,  lettera  f),  tenendo
conto degli spazi disponibili in ciascuna tribuna, anche in relazione
all'esigenza di ripartire tali  spazi  in  due  parti  uguali  tra  i
favorevoli e i contrari al quesito. 
  2. I programmi di cui  al  presente  articolo  non  possono  essere
trasmessi nei giorni di sabato 3 e domenica 4 dicembre 2016. 
  3. Ai programmi di cui al presente articolo  non  possono  prendere
parte persone che risultino candidate  in  concomitanti  competizioni
elettorali. Nei medesimi programmi non puo' farsi alcun riferimento a
competizioni elettorali in corso. 
  4. Qualora ai programmi di cui al presente  articolo  prenda  parte
piu' di una persona per ciascuna delle indicazioni di voto, una  deve
intervenire in rappresentanza del Comitato promotore. 
  5. Nei programmi di cui al presente articolo,  prendono  parte  per
ciascuna delle indicazioni di voto non piu' di tre persone. 
  6. I programmi di cui al presente articolo sono trasmessi su  tutte
le  reti  generaliste  diffuse  in  ambito  nazionale,  televisive  e
radiofoniche, nelle fasce orarie di maggiore ascolto, preferibilmente
prima o dopo i  principali  notiziari.  Quelle  trasmesse  per  radio
possono avere le particolarita' che la specificita' del  mezzo  rende
necessarie o opportune, ma devono comunque  conformarsi  quanto  piu'
possibile  alle  trasmissioni  televisive.  L'eventuale  rinuncia   o
assenza di un avente diritto non pregiudica la facolta'  degli  altri
soggetti  a  intervenire,  anche  nella   medesima   trasmissione   o
confronto,  ma  non  determina  un  accrescimento  del   tempo   loro
spettante. Nelle relative trasmissioni  e'  fatta  menzione  di  tali
rinunce  o  assenze.  In  ogni  caso,  il  tempo  complessivamente  a
disposizione dei soggetti  che  hanno  preventivamente  espresso  una
indicazione di  voto  uguale  a  quella  del  soggetto  eventualmente
assente deve corrispondere al tempo complessivamente  a  disposizione
dei soggetti che esprimono opposta indicazione di  voto.  Le  tribune
sono trasmesse dalle  sedi  Rai  di  norma  in  diretta;  l'eventuale
registrazione, purche' effettuata nelle ventiquattro  ore  precedenti
l'inizio della messa in onda contestualmente per tutti i soggetti che
prendono parte alla tribuna, deve essere concordata  con  i  soggetti
che prendono parte alle trasmissioni. Qualora le  tribune  non  siano
riprese in diretta, il  conduttore  ha  l'obbligo,  all'inizio  della
trasmissione, di dichiarare che si tratta di una registrazione. 
  7.  Le  ulteriori  modalita'  di  svolgimento  delle  tribune  sono
delegate  alla  direzione  di  Rai  Parlamento,  che  riferisce  alla
Commissione tutte le volte che lo ritiene necessario o che  ne  viene
fatta richiesta. Si applicano in proposito le disposizioni  dell'art.
11. 
  8. In ogni caso la ripartizione degli spazi nelle  trasmissioni  di
comunicazione politica nei confronti  dei  soggetti  politici  aventi
diritto deve essere  effettuata  su  base  bisettimanale,  garantendo
l'applicazione dei principi di equita' e di  parita'  di  trattamento
nell'ambito di ciascun periodo di due  settimane  di  programmazione.
Nell'ultima settimana precedente la consultazione la Rai e'  invitata
ad intensificare la verifica del rispetto dei criteri di cui all'art.
2, comma 1, lettera a), garantendo  un  piu'  efficace  e  tempestivo
riequilibrio di  eventuali  situazioni  di  disparita'  in  relazione
all'imminenza  della  consultazione.  Ove  cio'  non  sia  possibile,
l'Autorita'  per  le   garanzie   nelle   comunicazioni   valuta   la
possibilita' di una tempestiva applicazione, nei confronti della rete
su cui e' avvenuta la violazione, delle sanzioni previste dalla legge
22 febbraio 2000, n. 28, e dall'art. 1,  comma  31,  della  legge  31
luglio 1997, n. 249. 
  9. La ripartizione degli aventi diritto nelle trasmissioni  di  cui
al presente articolo  ha  luogo  mediante  sorteggio  a  cui  possono
assistere i rappresentanti designati dei soggetti aventi  diritto,  e
per il quale la Rai puo' proporre criteri di ponderazione. 
                               Art. 6 
 
                              Confronti 
 
  1.  Nella  fase  finale  della  campagna  referendaria  fino  al  2
dicembre, la Rai trasmette confronti tra  due  dei  soggetti  di  cui
all'art. 5, comma 1, lettere a) e c), uno per ciascuna indicazione di
voto, in condizioni di parita' di tempo, di parola e di  trattamento,
avendo cura di evitare la sovrapposizione oraria con altri  programmi
delle  reti  generaliste  della  Rai   a   contenuto   specificamente
informativo. Il confronto e' moderato da un giornalista della Rai. La
durata di ciascun confronto e' di almeno 20 minuti. La partecipazione
dei soggetti di cui all'art. 5, comma 1, lettera c),  e'  determinata
in ordine crescente sulla base della rappresentanza  parlamentare  al
momento della pubblicazione della  presente  delibera.  Uno  dei  due
soggetti dell'ultimo confronto programmato  e'  il  Comitato  di  cui
all'art. 5, comma 1, lettera a). Si applica il comma 9  dell'art.  5,
se richiesto per garantire il rispetto del principio di cui  all'art.
1, comma 2, della presente delibera. 
                               Art. 7 
 
                        Messaggi autogestiti 
 
  1.  La  programmazione  dei  messaggi  politici  autogestiti  viene
trasmessa, negli appositi contenitori sulle reti nazionali, a partire
dal ventesimo  giorno  successivo  alla  pubblicazione  del  presente
provvedimento nella Gazzetta Ufficiale. 
  2. Gli spazi per i messaggi sono ripartiti tra i  soggetti  di  cui
all'art. 3 del presente provvedimento. 
  3.  Entro  quindici  giorni  dalla   pubblicazione   del   presente
provvedimento nella Gazzetta Ufficiale, la Rai comunica all'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni  e  alla  Commissione  il  numero
giornaliero  dei  contenitori  destinati  ai  messaggi   autogestiti,
nonche' la loro collocazione nel palinsesto televisivo e  radiofonico
nelle fasce orarie di maggiore ascolto. La comunicazione della Rai e'
valutata dalla Commissione con le modalita' di cui al successivo art.
11. 
  4. I soggetti politici di cui all'art. 3 beneficiano degli spazi  a
seguito di loro specifica  richiesta  alla  concessionaria.  In  tale
richiesta essi: 
    a) dichiarano quale indicazione di voto intendono  sostenere,  in
rapporto al quesito referendario; 
    b) indicano la durata di ciascuno dei messaggi richiesti; 
    c) specificano se e in quale  misura  intendono  avvalersi  delle
strutture tecniche  della  Rai,  ovvero  fare  ricorso  a  filmati  e
registrazioni realizzati in proprio, purche' con tecniche e  standard
equivalenti a quelli comunicati dalla Rai alla Commissione; 
    d) se rientranti tra i soggetti  di  cui  all'art.  3,  comma  1,
lettera f), dichiarano che la Commissione ha  valutato  positivamente
la loro rilevanza nazionale e il loro interesse obiettivo e specifico
al quesito referendario e indicano una casella di  posta  elettronica
certificata per ogni comunicazione si rendesse necessaria. 
  5. Gli spazi  disponibili  in  ciascun  contenitore  sono  comunque
ripartiti in parti uguali tra i soggetti favorevoli e quelli contrari
al quesito referendario. L'individuazione dei  relativi  messaggi  e'
effettuata, ove necessario, con criteri che  assicurino  l'alternanza
tra i  soggetti  che  li  hanno  richiesti.  L'eventuale  assenza  di
richieste in relazione al quesito  referendario,  o  la  rinuncia  da
parte di  chi  ne  ha  diritto,  non  pregiudicano  la  facolta'  dei
sostenitori  dell'altra  indicazione   di   voto   di   ottenere   la
trasmissione dei messaggi  da  loro  richiesti,  anche  nel  medesimo
contenitore, ma non determinano un accrescimento dei  tempi  o  degli
spazi ad essi spettanti. 
  6. Ai  messaggi  di  cui  al  presente  articolo  si  applicano  le
disposizioni di cui all'art. 5, commi 3, 4 e 9.  Per  quanto  non  e'
espressamente disciplinato nel presente  provvedimento  si  applicano
altresi' le disposizioni di cui all'art. 4 della  legge  22  febbraio
2000, n. 28. 
                               Art. 8 
 
                            Informazione 
 
  1. Nel periodo di vigenza del presente  provvedimento  i  notiziari
diffusi dalla Rai e tutti gli altri programmi a contenuto informativo
o di approfondimento si conformano con particolare rigore, per quanto
riguarda i temi oggetto  del  quesito  referendario,  ai  criteri  di
tutela del pluralismo, dell'imparzialita',  dell'indipendenza,  della
completezza, dell'obiettivita' e della parita' di trattamento  fra  i
diversi soggetti politici. 
  2. I direttori  responsabili  dei  programmi  di  cui  al  presente
articolo, nonche' i loro conduttori e registi, curano, ferma restando
l'autonomia editoriale e la salvaguardia della tipologia  del  format
specifico, che l'organizzazione e lo svolgimento del programma, anche
con riferimento  ai  contributi  filmati,  alla  ricostruzione  delle
vicende narrate, alla composizione e al comportamento del pubblico in
studio, risultino finalizzati ad assicurare il rispetto  dei  criteri
di cui al comma 1. Essi assicurano la massima informazione  possibile
sui temi oggetto del referendum, al fine  di  consentire  al  maggior
numero di ascoltatori di averne un'adeguata conoscenza,  ed  evitando
pertanto  che  l'informazione  sul   referendum   sia   relegata   in
trasmissioni che  risultino  avere  bassi  indici  di  ascolto.  Essi
osservano comunque in maniera particolarmente rigorosa  ogni  cautela
atta ad evitare  che  si  determinino  situazioni  di  vantaggio  per
determinate forze politiche.  A  tal  fine,  qualora  il  format  del
programma preveda la presenza di ospiti, prestano  anche  la  massima
attenzione alla scelta  degli  esponenti  politici  invitati  e  alle
posizioni di contenuto politico espresse  dai  presenti,  garantendo,
nel  corso  dei  dibattiti   di   chiara   rilevanza   politica,   il
contraddittorio in condizioni di effettiva  parita'  di  trattamento,
osservando in maniera particolarmente rigorosa ogni cautela  atta  ad
evitare che si determinino situazioni di vantaggio per i favorevoli o
i contrari al quesito referendario. Qualora il format  del  programma
di informazione non preveda il  contraddittorio  di  cui  al  periodo
precedente, il direttore di rete  o  di  testata  stabilisce  in  via
preliminare l'alternanza e la parita' delle presenze tra le posizioni
favorevoli  e  contrarie  al  quesito   referendario.   A   decorrere
dall'entrata in vigore della presente delibera, nel caso  in  cui  le
puntate del format risultino in numero dispari, il direttore di  rete
o di testata garantisce la presenza nell'ultima puntata di  esponenti
politici che esprimano le due posizioni contrapposte in relazione  al
quesito  referendario.   I   direttori   responsabili   sono   tenuti
settimanalmente ad acquisire i dati del monitoraggio  del  pluralismo
relativi alla testata diretta e a correggere eventuali disparita'  di
trattamento verificatesi nella settimana precedente. In  particolare,
essi curano che gli utenti non siano oggettivamente nella  condizione
di poter attribuire, in base alla conduzione del programma, specifici
orientamenti politici  ai  conduttori  o  alla  testata  e  che,  nei
notiziari propriamente detti, sia  osservata  la  previsione  di  cui
all'art. 1, comma 5, della legge 10 dicembre 1993, n. 515. 
  3. Per tutto il periodo di vigenza delle  disposizioni  di  cui  al
presente provvedimento, e in particolare nei trenta giorni precedenti
la  consultazione  referendaria,  la  Rai   assicura,   anche   nelle
trasmissioni  dei  canali  non  generalisti  e  nella  programmazione
destinata all'estero, una rilevante presenza degli argomenti  oggetto
del referendum nei programmi  di  approfondimento,  a  cominciare  da
quelli di  maggior  ascolto,  curando  una  adeguata  informazione  e
garantendo comunque,  ferma  restando  l'autonomia  editoriale  e  la
salvaguardia della tipologia del format specifico, che nei  programmi
imperniati sull'esposizione di valutazioni e opinioni sia  assicurato
l'equilibrio  e  il  contraddittorio  fra  i  soggetti  favorevoli  o
contrari  al  quesito  referendario.  I  responsabili  dei   suddetti
programmi avranno particolare cura di assicurare la  chiarezza  e  la
comprensibilita' dei temi in discussione, anche limitando  il  numero
dei partecipanti al dibattito. 
  4. Nel periodo disciplinato dal presente provvedimento i  programmi
di approfondimento informativo,  qualora  in  essi  assuma  carattere
rilevante l'esposizione di opinioni e di valutazioni politiche,  sono
tenuti  a  garantire  la  piu'  ampia  ed  equilibrata   presenza   e
possibilita' di espressione ai diversi soggetti favorevoli o contrari
al quesito referendario. 
  5. Nel periodo disciplinato  dal  presente  provvedimento,  la  Rai
pubblica quotidianamente sul proprio sito web - con modalita' tali da
renderli scaricabili -  i  dati  quantitativi  del  monitoraggio  dei
programmi di cui al presente articolo, con particolare riferimento ai
dati dei tempi di  parola,  di  notizia  e  di  antenna,  fruiti  dai
soggetti favorevoli e dai soggetti contrari al quesito  referendario.
Con le stesse modalita' la Rai pubblica  con  cadenza  settimanale  i
medesimi dati in forma aggregata. 
  6. Il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo,  e  il
ripristino di eventuali squilibri accertati, e' assicurato  d'ufficio
dall'Autorita' per le garanzie  nelle  comunicazioni  secondo  quanto
previsto dalle norme vigenti. 
                               Art. 9 
 
                       Programmi dell'accesso 
 
  1. La programmazione nazionale e regionale dell'accesso e'  sospesa
a decorrere dal giorno successivo  alla  pubblicazione  del  presente
provvedimento nella Gazzetta Ufficiale fino  alla  mezzanotte  del  4
dicembre 2016. 
                               Art. 10 
 
              Trasmissioni per persone con disabilita' 
 
  1. Per tutto il periodo di vigenza delle  disposizioni  di  cui  al
presente provvedimento, e in particolare nei trenta giorni precedenti
la consultazione referendaria, la Rai, in aggiunta alle modalita'  di
fruizione delle trasmissioni da parte delle persone con  disabilita',
previste dal contratto di servizio, cura la pubblicazione  di  pagine
di Televideo, redatte dai soggetti legittimati  di  cui  all'art.  3,
recanti l'illustrazione delle argomentazioni favorevoli  o  contrarie
al quesito referendario e le principali iniziative assunte nel  corso
della campagna referendaria. 
  2.  I  messaggi  autogestiti  di  cui  all'art.  7  possono  essere
organizzati, su richiesta del soggetto interessato, con modalita' che
ne consentano la comprensione anche da parte dei non udenti. 
                               Art. 11 
 
           Comunicazioni e consultazione della Commissione 
 
  1. I calendari delle tribune e dei confronti e le loro modalita' di
svolgimento,  l'esito  dei  sorteggi  e  gli  eventuali  criteri   di
ponderazione, qualora non  sia  diversamente  previsto  nel  presente
provvedimento, sono preventivamente trasmessi alla Commissione. 
  2. Il Presidente della Commissione parlamentare, sentito  l'Ufficio
di presidenza, tiene con la Rai i contatti che si  rendono  necessari
per l'interpretazione e l'attuazione del presente provvedimento. 
  3.  Entro  quindici  giorni  dalla   pubblicazione   del   presente
provvedimento nella Gazzetta Ufficiale la Rai comunica  all'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni e alla Commissione il  calendario
di massima delle trasmissioni di cui all'art. 2, comma 1, lettere  a)
e b), pianificate fino alla data del  voto  oltre  che,  il  venerdi'
precedente  la  messa  in  onda,  il  calendario  settimanale   delle
trasmissioni programmate. 
                               Art. 12 
 
          Responsabilita' del consiglio di amministrazione 
                 e del direttore generale della Rai 
 
  1. Il consiglio di amministrazione e il  direttore  generale  della
Rai sono  impegnati,  nell'ambito  delle  rispettive  competenze,  ad
assicurare l'osservanza delle indicazioni e dei criteri contenuti nel
presente provvedimento, riferendone tempestivamente alla Commissione. 
  2. Qualora dai dati del monitoraggio di cui all'art.  8,  comma  5,
emergessero squilibri fra i soggetti favorevoli e contrari al quesito
referendario,   essi,   nel   rispetto   dell'autonomia   editoriale,
richiedono alle testate interessate misure di riequilibrio  a  favore
dei  soggetti  danneggiati.  Per  le  tribune  essi  potranno  essere
sostituiti dal direttore competente. 
  La presente delibera entra in vigore il giorno successivo alla  sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 
    Roma, 11 ottobre 2016 
 
                                                 Il presidente: Fico